L’antiputinismo dei conservatori di sinistra

 

Parli con i compagni, leggi le loro tristi bacheche e leggi che Putin viene considerato un imperialista, un capitalista, che “è uguale a Obama anzi peggio”, o è un dittatore omofobo, il tutto tra un “viva le Pussy Riot e le Femen che lo contestano! Viva i ribelli ucraini!” e altro.

E’ sconcertante vedere il fervore con cui con sommo sprezzo del ridicolo la sinistra italiana, da quella radical chic a quella trozkista, attacca sistematicamente Vladimir Putin con le stesse risibili argomentazioni della propaganda imperialista, che vanno dalle famigerate “Leggi Antigay” (inventate di sana pianta) ai poveri ceceni ammazzati.

In realtà in Cecenia Putin ha il record personale di consensi, e i “poveri” ceceni in questione in realtà erano terroristi che massacravano la popolazione civile, mettendo e facendo esplodere bombe negli ospedali e nelle stazioni della metro e assaltando scuole elementari, facendo stragi di bambini.

Senza dimenticare l’intramontabile lercio gossip stile Novella 2000 sull’essere “Amico di Abbellusconi”. Alla fine, smontate piuttosto facilmente tutte le sciocchezze propagandistiche dei mass media, di cosa viene accusato veramente Vladimir Putin? Di non essere abbastanza comunista e rivoluzionario?

Certo il Partito Comunista Russo lo sostiene e si schiera al suo fianco. Certo Putin è un ex agente del KGB e si è formato politicamente in Unione Sovietica. Certo Putin ha fermato la Guerra imperialista contro la Siria. Certo ha nazionalizzato tutti i settori strategici dell’economia russa, incarcerato buona parte degli oligarchi, sciolto per legge tutti i partiti fascisti e rossobruni, introdotto a norma di legge condanne fino a 5 anni per apologia di fascismo.

Certo, ha fatto una proposta all’ONU (bocciata) per abolire tutte le formazioni politiche fasciste e neonaziste. Certo, ha costruito una rete di sostegno commerciale, sociale e politico con la Bielorussia Socialista, un blocco antimperialista con la Cina, con Cuba, coi governi rivoluzionari dell’America Latina. Certo ha sostenuto Cuba e la Rivoluzione Cubana come mai nessun altro, dondando circa 26 miliardi di dollari e facendo dispendiosi investimenti nell’isola.

Ma tutto questo per i mitologici supercomunisti e sinistrati italiani (magari gli stessi che in parlamento votano per le guerre della NATO e sono responsabili della precarietà, economica come politica, del nostro paese) non è ancora abbastanza per aggiudicarsi la patente di purezza ideologica. Ci domandiamo dunque quanti dei “comunisti” italiani abbiano fatto la millesima parte di ciò che sta facendo Putin contro l’imperialismo.

Verrebbe da dire a questi sedicenti compagni di svegliarsi, visto che le loro posizioni coincidono un po’ troppo con gli interessi tanto della NATO quanto degli USA. E che quindi, consapevolmente o meno, sono le quinte colonne dell’Imperialismo.

(di Scintilla Rossa)