La lettera di Khamenei ai giovani dell’Occidente

 

Molti paesi del mondo sono fieri della propria cultura nazionale e autoctona, culture che oltre ad essere rigogliose e feconde, hanno ben alimentato per centinai di anni le società umane, e in ciò il mondo islamico non costituisce un’eccezione. 

Tuttavia, nell’era attuale, il mondo occidentale, servendosi di mezzi avanzati, insiste nell’omologare e uniformare la cultura del mondo. Io ritengo l’imposizione della cultura occidentale alle altre nazioni, e il considerare inferiori e di poco conto le altre culture indipendenti, una violenza silente e assai dannosa. 

L’umiliazione delle culture ricche e l’offesa dei loro più onorati elementi, accade mentre la cultura alternativa che viene proposta non possiede affatto i requisiti necessari per subentrare ad esse. Ad esempio, i due elementi ‘aggressività’ e ‘dissolutezza’, che purtroppo si sono trasformati nelle due componenti fondamentali della cultura occidentale, hanno diminuito la sua credibilità persino nei luoghi dove ha avuto origine.

Ora la domanda è questa: se noi non vogliamo una cultura aggressiva, volgare e che rifugge la spiritualità, siamo forse peccatori? Se cerchiamo di fermare il devastante diluvio che si dirige verso i nostri giovani sotto forma di prodotti pseudo-artistici, siamo forse colpevoli?”

(Ali Khamenei)