Parigi, lo specchio del disastro occidentale

 

Gli ennesimi attentatori di Parigi che hanno messo a soqquadro una città e massacrato decine e decine di francesi sono gli stessi che in Siria operano per distruggere la nazione laica e socialista di Bashar al-Assad, nonché lo stesso braccio armato di cui ci si è serviti per distruggere il socialismo panarabo libico del Colonnello Mu’ammar Gheddafi

Persino la matrice ideologica è la stessa: jihadismo, wahabismo, ed interpretazione ad uso e consumo personale del Corano. Il mondo ha potuto vedere con i propri occhi gli effetti devastanti delle politiche scellerate di esportazione della “Democrazia” in territori non culturalmente propensi ad immagazzinarla. Oggi il mondo può osservare i modus operandi di chi agisce anche in Siria, senza filtri distorti dettati da qualsivoglia propaganda.

Oggi capiamo ancora di più quanto il baathismo laico e socialista, portatore di secolarizzazione ed evoluzione culturale sia fondamentale in quei luoghi e quanto – alla luce degli eventi catastrofici susseguitesi dopo la defenestrazione di Saddam Hussein, Mu’ammar Gheddafi e Bashar al-Assad nei rispettivi Paesi – sia impossibile scegliere ciò che è bene e ciò che è male, ma solo scegliere la soluzione migliore a fronte di una sicura catastrofe. In tutta questa tragedia – l’ennesima – di Parigi, l’Occidente rimarrà sicuramente miope, fermo sulle sue posizioni folli e restio a qualsiasi forma di realpolitik che aiuti a sbrogliare la matassa ed eliminare la metastasi che sta infettando il Medio Oriente, e che più di ogni altra cosa mette in cattiva a luce l’Islam sano e moderato agli occhi dell’opinione pubblica. 

 Lo dimostrano perfettamente le conferenze stampa di Barack Obama e di François Hollande, i quali, con dichiarazioni puramente di facciata, piangono lacrime e esprimono cordoglio ai familiari delle vittime parigine, quando contemporaneamente, nonostante il primo allarme dei 12 morti di Charlie Hebdo il 7 gennaio del corrente anno, si ostinano a voler rimuovere “despoti” o “dittatori” in giro per il mondo. L’unica dittatura veramente intollerabile appare invece quella della loro miopia, i cui effetti purtroppo ricadono su centinaia di innocenti europei.

(di Davide Pellegrino)