La sinistra dei salotti

 

Diciamo la verità, una buona fetta del popolo proletario, un tempo punto di forza della sinistra, oggi non gradisce più la sinistra, anzi, gli sta antipatica. Del resto la sinistra ha dimostrato nel tempo di non amare poi così tanto il popolo ed il proletariato. Vorrebbero far credere di essere vicini al popolo, ma non lo conoscono né tantomeno lo rispettano. 

Una sinistra perbenista, salottiera e senza spina dorsale, praticamente un club di nominati, di arrestati e di garantiti che va sempre nella direzione opposta rispetto ad una nazione che oggi arranca sotto i colpi della crisi economica, della disoccupazione, della criminalità dilagante e della giustizia approssimativa.

Oggi ci è finalmente chiaro che l’intera sinistra, così come si è trasformata negli ultimi decenni, è al completo servizio del sistema capitalista. Una parte di essa sta al governo, una parte finge opposizione parlamentare interna al partito, in maniera assolutamente sterile e di facciata. Senza dimenticare la parte forse più becera, quella detta “antagonista”, che scende nelle piazze in “funzione antifascista”, ovvero per rinfocolare quell’antifascismo in assenza di fascismo di previana memoria, la peggior peste ideologica dell’Italia di oggi.

Costoro, gli “antagonisti antifascisti”, non riescono neppure a comprendere la realtà sociopolitica in cui viviamo oggi, e inconsapevolmente diventano i fiancheggiatori di quella sinistra euro-serva che tiene in pugno istituzioni, governo ed enti locali con la benedizione delle aristocrazie finanziarie. I figuri in questione paradossalmente sono più utili a Soros che alle classi dominate, sono più vicini a Draghi e Juncker che ai pensionati e ai disoccupati. Anche loro, ingenuamente, fanno il gioco dei padroni.

(di Mattia Cappalunga)